Caro lettore, un caldo benvenuto nel mio blog.
Mi trovo ormai in Giappone da quasi tre mesi, e credo sia giunto il momento di mettere in pratica una delle tante idee che mi ero riproposto prima di partire: aprire questo blog.
Mettiamo subito le cose in chiaro. Non sono uno scrittore. Non sono un esperto del Giappone (anzi, ne so veramente poco). Non sono uno youtuber, non sono un video editor e non sono un fotografo. Eppure, credo di avere un valore aggiunto da offrire in mezzo a tutto questo rumore.
Sono uno studente, ho 23 anni e, onestamente, non ho idea di cosa stia facendo della mia vita!
Ebbè, ti pare un valore aggiunto? Non proprio, ma cerchiamo di intenderci meglio.
Mi ritrovo nel lusso di vivere in prima persona tutti quei dubbi e quei problemi che contraddistinguono un giovane studente del nuovo millennio. Parlo ogni giorno con decine di ragazzi da tutto il mondo che, guarda un po’, condividono i miei stessi sogni, le mie stesse paure, le mie stesse emozioni. Non c’è trucco, non c’è inganno: sotto sotto, siamo tutti umani.
La mia condizione attuale mi permette di mettermi in gioco con una certa facilità.
Essere qui oggi è il risultato di una miriade di piccole decisioni prese negli ultimi quattro anni, e forse anche prima, quando non ero nemmeno io a scegliere attivamente per me stesso. Alcune sono state le più difficili che abbia mai affrontato ma, in questo tortuoso percorso che mi ha portato qui, sento di aver finalmente raggiunto uno stato mentale più leggero. Mi sento una persona più pura, più genuina.
Badate bene: mi sento tutt’altro che “arrivato”. Anzi, ho faticato tanto per piantare i paletti su cui costruire le fondamenta delle mie avventure. Ma ora si parte.
In tutto questo marasma di emozioni, spostamenti, nuove sfide e nuove paure, credo di essermi costruito, quasi involontariamente, una casa senza porte né finestre. Finalmente l’orizzonte che ho davanti è aperto in tutte le direzioni, e questo mi fa sentire a mio agio nello sperimentare ancora di più. Queste premesse servono a giustificare, laddove fosse necessario, la condivisione delle mie avventure in giro per il mondo.
Mi piacerebbe se, attraverso le mie parole, fosse possibile accendere in voi quella passione che avete già dentro. Quella stessa passione che viaggia col freno a mano tirato, bloccata dalle mille paure che la mente proietta per proteggervi dai pericoli del mondo esterno.
Cazzo, ma chi mi credo di essere?
La verità, caro lettore, è che il mio intento più grande è diventare lettore di me stesso. Se un giorno riuscissi a esprimere con estrema purezza e lealtà ciò che penso davvero… se fossi in grado di rompere le catene dell’egoismo che mi contraddistingue in quanto umano e aprire un flusso di coscienza diretto tra i miei pensieri e queste parole… Ecco, quel giorno, essere lettore di me stesso forse mi aiuterà a scoprirmi davvero. Senza filtri.
PS.
E infondo magari, spero anche di condiviere con te l’amore per il viaggio, per le culture diverse, e l’amore di mettersi in gioco anche quando tutto e tutti sembrano suggerire il contrario.
Insieme possiamo migliorarci a vicenda.

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